Un eroico samurai, autore di opere intrise di temi colti, di un clima austero, di un tragico
sentire: è questa l'immagine più diffusa dello scrittore Yukio Mishima. Una rappresentazione
riduttiva, che ignora tutta una produzione fatta anche di "svaghi" letterari, di cui
Abito da sera è esempio illuminante. Pubblicato a puntate su una rivista femminile
nipponica tra il 1966 e il 1967 e rimasto finora inedito in Occidente, il romanzo descrive il mondo
dell'alta borghesia giapponese degli anni Sessanta, desiderosa solo di apparire, stregata dal
fascino di modelli di vita estranei al gusto e alla sobrietà estetica tradizionali. Una satira
feroce, fatta di ritratti grotteschi, che sa assumere il tono di una ridanciana irriverenza; una
lettura che restituisce al pubblico italiano la poliedricità di uno scrittore versatile che, anche
attraverso la letteratura di intrattenimento, ritrae magistralmente vizi e debolezze dell'uomo.
Nota: riassunto tratto dal sito ufficiale della casa editrice.
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